TRATTAMENTO ACQUE REFLUE

Il ciclo della depurazione delle acque reflue urbane prevede alcuni trattamenti di tipo biologico per degradare le sostanze organiche disciolte, attraverso l’uso di batteri e microrganismi.

 

L’efficienza e la funzionalità degli organismi utilizzati dipendono in gran parte dal corretto controllo di parametri quali la temperatura e l’ossigenazione della massa del fluido da trattare nelle grandi vasche di raccolta.
Le vasche sono normalmente manufatti in cemento armato, ubicati all’aperto e quindi soggette agli sbalzi di temperatura stagionale.

In alcuni casi come nel Comune di Rubiera (RE), l’impianto di depurazione si trova a poche centinaia di metri da un sito produttivo ceramico con 4 forni attivi che, dopo aver recuperato tutto il calore per il ciclo produttivo, hanno ancora sufficiente potenzialità per assicurare la temperatura ideale per la piena funzionalità dei batteri nelle vasche di depurazione.

Nel distretto spesso le ceramiche si trovano
in prossimità dei centri abitati e, come nel caso di Rubiera, oltre all’impianto di depurazione sono presenti nelle vicinanze anche una scuola media con palestra e la piscina comunale.
Tutte queste utenze potrebbero essere servite dagli scarti termici dei 4 forni della ceramica e l’amministrazione comunale ha accolto con entusiasmo la prospettiva di tagliare drasticamente a bilancio i costi energetici di queste utenze.

Il vantaggio di questo intervento è duplice: da un lato, abbatte i costi energetici del depuratore comunale; dall’altro, produce titoli di efficienza, che vengono utilizzati dalla ceramica per compensare le sue emissioni attraverso l’ETS (Emission Trading System).